La storia di tre donne e mille gioielli
Nel cuore di Roma, tra architetture senza tempo e inesauribili fonti d’ispirazione, vive una storia che si tramanda di madre in figlia, come un segreto sussurrato. Da oltre cinquant’anni, Hedy Martinelli è molto più di un nome: è un’eredità fatta di donne, bellezza, immaginazione, savoir-faire ed emancipazione femminile.
Ma prima di Roma, c’è stato un viaggio, un percorso che ha attraversato l’eleganza di Budapest, la quieta poesia di Zagabria e l’energia vibrante di Belgrado. Da queste città, ricche di memoria e di tradizioni artistiche, Hedy ha portato con sé una visione precisa: creare gioielli capaci di parlare alle donne e di dare voce alla loro personalità.
Quando nel 1975 aprì il suo atelier Art Déco a Roma, non si limitò a creare gioielli: diede inizio a una silenziosa rivoluzione. Come Coco Chanel con i suoi tailleur e Diane von Fürstenberg con i suoi abiti a portafoglio, Hedy ridefinì il modo in cui le donne potevano esprimere sé stesse. I suoi gioielli divennero strumenti di emancipazione, dichiarazioni d’identità, molto più che semplici ornamenti. Una donna non indossava un gioiello Hedy Martinelli per scomparire dietro di esso, ma per affermare la propria presenza e farsi notare.
Con il cambiamento del ruolo delle donne nella società, tra maniche più corte, nuove professioni e stili di vita in evoluzione, Hedy rispose con forme audaci e materiali innovativi: acciaio e oro, ferro e platino, abbinamenti inaspettati che riflettevano la forza e la complessità delle donne che li indossavano. Ogni gioiello era unico, realizzato a mano e concepito per esprimere una personalità irripetibile, non per inseguire una moda passeggera.
La sua boutique divenne presto molto più di un negozio. Si trasformò in un salotto romano, un luogo d’incontro per alcune delle personalità più affascinanti del mondo, dove scorreva lo champagne e si intrecciavano storie. Marcello Mastroianni acquistava per Catherine Deneuve regali straordinari. Anita Ekberg indossava i suoi bracciali. Sergio Leone impreziosiva le sue attrici con i gioielli di Hedy in C’era una volta in America. Anche Robert De Niro, negli anni d’oro del cinema a Roma, entrò nel mondo di Hedy Martinelli, insieme a tanti altri personaggi internazionali attratti non soltanto dalla bellezza delle sue creazioni, ma anche dallo spirito che le animava. I suoi gioielli illuminarono le passerelle di Versace, Gianfranco Ferré, Armani e Capucci e, grazie alla visione di Rudy e Consuelo Crespi, le sue creazioni iniziarono presto a conquistare anche New York.
Un aneddoto straordinario riassume perfettamente lo spirito di quell’epoca d’oro… All’epoca, Hedy aveva una boutique a New York, situata al di sopra del livello stradale, raggiungibile salendo una scalinata. Diana Vreeland, leggendaria autorità nel mondo dello stile e direttrice del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art, si era infortunata a una gamba. Eppure, desiderava vedere a ogni costo le ultime creazioni di Hedy. Incapace di affrontare agevolmente le scale, cominciò comunque a salirle, un gradino alla volta, determinata a raggiungere la meta. Quando Hedy la vide, scese immediatamente incontro a lei, senza esitazione, portando con sé i gioielli. Le due donne si sedettero sulla scalinata e, proprio lì, pezzo dopo pezzo, Hedy le presentò la nuova collezione. Da una parte, una leggendaria custode della bellezza; dall’altra, una creatrice visionaria. Non fu una semplice vendita, ma un momento spontaneo, intimo e indimenticabile. Un episodio che racchiude perfettamente l’essenza del mondo di Hedy: un luogo in cui la magia incontra il significato più profondo delle cose, dove il lusso non si nasconde dietro una vetrina, ma prende vita attraverso i legami umani e i ricordi condivisi.
In tutto questo, sua figlia Francesca le è sempre stata accanto: prima come spettatrice, poi come creatrice. Insieme hanno trasformato la boutique in un universo di eleganza e naturalezza, dove il fascino del passato incontra il dinamismo del presente. Un luogo in cui ogni gioiello racconta una storia e ogni donna che varca la soglia può trovare quella che sente più vicina a sé.
Oggi, il terzo capitolo di questa eredità tutta al femminile è affidato a Livia Mimosa Fazioli, figlia di Francesca e nipote di Hedy. Con la sua linea prêt-à-porter contemporanea, SELITI by HEDY MARTINELLI, Livia porta nuova energia e una visione audace all’interno della tradizione di famiglia. Le sue creazioni sono scultoree, emozionali e profondamente personali, radicate negli insegnamenti senza tempo che ha ricevuto da sua nonna.
Attraverso SELITI, Livia porta avanti la tradizione Martinelli, creando gioielli che incoraggiano le donne a esprimere la propria individualità, la propria sicurezza e tutte le sfumature della propria personalità.
Questa non è soltanto una maison di gioielli. È un’eredità viva, una celebrazione della creatività, della femminilità e della libertà.